Roberta Antognini – Vassar College - New York

Il Percorso Autobiografico
delle Familiares di Petrarca

Collana: «Studi e Ricerche » - in corso di stampa

Scarica file pdf Get Acrobat Reader Guarda gli Esempi

SOMMARIO: I. Definizione e nascita dell’autobiografia - II. Storia di una raccolta: II.1 La nascita del progetto - II.1 La tradizione manoscritta - II.2 La dedicatoria a Socrate - II.3 Il genere letterario: la “selva” dei modelli - III. Il percorso autobiografico delle Familiares: III.1 La critica e le Familiares - III.2 La Posteritati III.3 Memoria e tempo nella riflessione di Agostino - III.4 La strategia narrativa delle Familiares - IV. “Tota historia vite mee ex ordine dicere”: diacronia delle Familiares - APPENDICI: 1. Tavola riassuntiva dei 24 libri - 2. Tavola cronologica delle Familiares - 3. Tavola dei destinatari delle Familiares

Le Familiari, o Familiarium Rerum Liber come Petrarca intitola l’opera nella dedicatoria all’amico Ludwig van Kempen (il “suo” Socrate), sono una raccolta di 350 epistole latine in prosa divise come i poemi di Omero in 24 libri. Petrarca decise di scegliere alcune lettere tra le tante che scrisse a molti diversi destinatari nel corso della sua vita per salvarle dalla distruzione del tempo. Come egli stesso ci dice con molta chiarezza nella dedicatoria, dietro l’intenzione di raccogliere le lettere si nasconde un progetto autobiografico preparato con estrema cura. Costruire un’autobiografia da una sequenza di epistole era un’impresa senza dubbio molto originale per cui non esistevano dei veri modelli. I soli modelli che Petrarca riconosce sono classici, in particolare Cicerone e Seneca. Se non stupisce che egli non riconosca nessun modello medievale, è invece sorprendente che non menzioni le Confessioni di Agostino, benché l’idea stessa di raccogliere ciò che prima era sparso (“colligere sparsa”) sia squisitamente agostiniana e dia forma non solo alle raccolte epistolari, ma al Canzoniere stesso. Benché le Confessioni siano in genere considerate la prima autobiografia, è ancora controverso se si possa parlare di “vera” autobiografia prima di Rousseau. Il dilemma appartiene al genere stesso, alla sua natura “camaleontica”, per usare le parole di Georges Misch, per cui l’io può essere espresso in molte diverse forme. Ma se, come è stato detto, l’autobiografia comporta una interpretazione coerente dell’io da un particolare momento nel tempo, una visione della vita passata intesa nella sua interezza, allora non c’è dubbio che le Familiari sono una autobiografia. Usando la teoria agostiniana di tempo e memoria, Petrarca riuscì nel geniale intento di raccontare la storia della sua vita attraverso una sequenza epistolare. Ma vuoi per la lunghezza e la complessità del progetto (che fu necessario dividere in due, iniziando la nuova raccolta delle Senili), vuoi per la peculiarità del mezzo paradossale scelto per raccontarsi, la storia della lettura delle Familiari è difficile e complessa quanto l’opera stessa. Ora, se è vero che esse – così come le altre epistole petrarchesche – sono state per lo più lette come fonte di informazioni biografiche sulla vita del loro autore (come Wilkins ebbe a scrivere nella sua Vita, la nostra conoscenza di Petrarca deriva in gran parte dalle sue opere), solamente singole lettere sono state ritenute “autobiografiche”, privando in questo modo il testo dell’unità imposta dall’atto stesso della raccolta. Benché si tratti di una lettura lecita – certamente l’unica per le “disperse”, le lettere non incluse in nessuna delle grandi raccolte – essa nega però la continuità della sequenza, l’“epystolarum ordo”, così come Petrarca l’aveva prevista. Solo una lettura diacronica, che delle lettere riconosce la dialettica fra la loro natura frammentaria e l’unità della raccolta, una dialettica per molti versi simile a quella del Canzoniere, è in grado di rivelare l’autobiografia, nel senso così petrarchesco di rendere la frammentarietà della vita, come il tema guida che sottende la raccolta delle Familiari.

Roberta Antognini insegna lingua e letteratura italiana nel Dipartimento di Italiano di Vassar College, Poughkeepsie NY. Dopo essersi laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il dottorato di ricerca presso la New York University. Studiosa di Petrarca e di letteratura medievale, si interessa anche di autobiografia, di storia della lingua italiana e di traduzione letteraria. Attualmente sta curando una raccolta di saggi su Giorgio Bassani.

—————————————————————————

Catalogo per Collane

I Manuali | Metodo | Materiali | Studi e ricerche | Esedra - Collana di letture | Strumenti | Strumenti e metodi per le scienze sociali | Colloquium | Le Antologie | Lingue di oggi | Lingue e contesti | Traduzione - Testi e strumenti | Biblioteca classica | Materiali per una Palingenesi delle Costituzioni Tardo-imperiali | Collana della Rivista di Diritto Romano | BFLR - Biblioteca di filologia e linguistica romanze | Biblioteca insubrica | Biblioteca di Problemata | Laboratorio teoretico | Quaderni di storia del pensiero sociologico | Scienze sociali | Comunicazione Mente Tecnologia | Testi e contesti | Il Cantar Sottile | Il Filarete - Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano | Studi sull’istruzione superiore. Collana del CIRSIS | Istituto Lombardo. Accademia di Scienze e Lettere | Spazio Tesi | Pinax | Immagini e Parole


—————————————————————————

Catalogo per Argomenti

Storia della letteratura - Linguistica storica | Storia delle arti e dello spettacolo | Scienze dell’antichità | Scienze della storia | Storia del pensiero politico e sociologico | Diritto | Criminologia - Psicologia giuridica | Psicologia - Neuropsicologia | Filosofia | Logica e filosofia della scienza - Linguistica generale | Didattica delle lingue | Scienze della formazione - Strumenti didattici | Cultura e Società | Antropologia culturale - Etnologia | Informatica umanistica | Matematica - Statistica - Metodologia della ricerca sociale | Economia | Architettura | Scienza e Tecnologia - Medicina