| Il
Dilettoso Monte A cura di Massimo Gioseffi Università degli Studi di Milano Collana:
«Colloquium» 14,5 x 21 cm pagg. 302 2004
ISBN 88-7916-249-7 |
| SOMMARIO: Premessa Filologia: A. Grilli, Lucrezio e Roma - L. Galasso, Laevius, fr. 22 Blänsdorf - M. Gioseffi, Due punti di snodo in Virgilio - A. Bianchi, La paura nel Bellum Civile di Lucano: un percorso di studio - E. Poddi, L'invidia di Ibla: primavera e metaletteratura in Claudiano - L. Pirovano, Tiziano, Calvo e i themata virgiliani (Servio, ad Aen. 10. 18) Tradizione classica: D. Di Salvo, Permanenza plutarchea e innovazione nel Coriolano di Shakespeare - M. Gioseffi, Un'eco virgiliana in Vanity Fair di W. M. Thackeray - N. Gardini, La più bella poesia della letteratura antica - T. Subini, La caduta impossibile: san Paolo secondo Pasolini - P. Fornaro, Comparazione di tradizioni: le Baccanti di Euripide in Soyinka. Il dilettoso monte che dà titolo alla miscellanea, e che proviene da una prolusione accademica di Giovanni Pascoli, è lantichità classica. Correva lanno 1894, e il poeta formulava una serie di considerazioni relative al senso degli studi filologici, al loro destino, ai rischi ai quali gli parevano andare incontro. Le sue parole suonano ancora attuali: la modernità, assorbita da se stessa e dalla continua corsa verso un inarrestabile divenire, non sembra avere tempo per riconsiderare il passato, mentre da più parti si levano voci contro chi la costringe a contemplare un mondo che sarebbe logico considerare morto e sepolto. Da una simile difficoltà nasce questa raccolta di saggi: che, se da un lato si apre a mettere in relazione Antico e Moderno, dallaltro vuole però ribadire la necessità di una filologia tradizionale, nelle diverse forme che le sono abituali. Solo da una conoscenza filologicamente fondata dellAntico può nascere un sapere che non sia avventuroso, o inevitabilmente deforme nellottica con cui a esso guarda; ma, nel contempo, solo una filologia che non abbia paura di confrontarsi con quanto è diverso da sé si può dire davvero vitale. Senza limitazioni o barriere, con lassoluta naturalezza che è presupposto primo di ogni vera ricerca. |
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