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Francesca
Malara Università
degli Studi di Torino Copioni
e Drammaturgie di
Fine Ottocento Collana:
«Studi e Ricerche» 14,5 x 21 cm pagg. 162
2000 ISBN 88-7916-140-7 |
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SOMMARIO: Premessa «I mariti» di Torelli: gli slittamenti progressivi di un copione - «La donna del mare» di Polese - Polese-Prozor: «Rosmersholm» - Il « Piccolo Eyolf» di Zacconi - Ancora sul caso Verga Indice dei nomi. Lultimo trentennio dellOttocento teatrale italiano continua a restare il (poco esplorato) punto di incontro fra la piccola drammaturgia nazionale, come è stata definita, e la grande drammaturgia europea, rappresentata in primo luogo da Ibsen. Proprio da questa constatazione nasce il presente libro, che aspira a contribuire allesplorazione di siffatto ambito problematico. Da un lato, dunque, una serie di saggi che documentano la storia della diffusione di Ibsen in Italia, affidata principalmente allopera di traduttore-adattatore di quel geniale trafficante di teatro che fu Enrico Polese Santarnecchi, ma consegnata anche allautonoma azione di quellattivo cultore ibseniano che fu Ermete Zacconi. E, dallaltro lato, la messa a fuoco di alcuni esempi fra gli esiti più alti della scrittura teatrale del tempo: il solitario capolavoro di Achille Torelli, I mariti (ripercorso nella vicenda affascinante della sua accanita riscrittura: dal copione offerto alla compagnia teatrale che portò la commedia al successo nel 1867, alla prima stampa del 1875, a quella tarda del 1902); e loccasione sprecata di un grande drammaturgo mancato quale Giovanni Verga, che tenta a lungo di innovare il linguaggio della scena, inseguendo la struttura di un dramma corale ambientato in uno spazio aperto, ma che finisce poi per scrivere il suo testo migliore, Caccia al lupo, impostandolo invece su tre soli personaggi che si dilaniano nello spazio claustrofobico di un casolare di pastori (versione inedita del consueto salotto della tradizione, pronto ad accogliere il consueto triangolo adulterino di tanto teatro borghese dellOttocento). |