| Silvia
Mollo La
Mobilità Sociale a Brescia Romana Collana:
«Il Filarete. Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia
dellUniversità degli Studi di Milano» 180 16 x 23,5
cm pagg. 412 2000 € 36,00 |
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SOMMARIO: I. Introduzione storica - Brescia e il suo territorio II. Ceti dirigenti: Prefazione - Magistratus (quattuorviri e quattuorviri iure dicundo - decuriones pedani certi e possibili - quaestores - aediles - duoviri e duoviri quinquennales - praefecti - omnibus honoribus functi - sacerdotes) - Patroni - Appendice 1: Curatores rei publicae - Equites (e. a solo titolo onorifico - e. con esclusiva carriera municipale - e. con una o più funzioni militari - e. con incarichi imperiali - e. con funzioni militari e civili - e. militari - e. con incarichi procuratorii) - Senatores (senatores consolari - senatores non consolari - clarissimae feminae) - III. Sexviri e sexviri Augustales: Sexviri certi e incerti - Sexviri Augustales (certi - incerti - status indeterminabile) - Sexviri Flaviales - Appendice 2: notabili IV. Militares: Legionari - Ausiliari - Pretoriani - Urbaniciani V. Collegia opificum e attività economiche VI. Rapporti esterni VII. Considerazioni conclusive Tabelle - Bibliografia - Indice dei nomi. Questo lavoro analizza la composizione della società bresciana in età romana, dalletà repubblicana al IV sec. d.C., con particolare attenzione alle dinamiche di promozione sociale e di ricambio, prevalentemente ascensionale verso i ceti più elevati, o trasversale tra cives, neocittadini e liberti. Con lausilio della ricca documentazione, soprattutto epigrafica, e delle esigue fonti letterarie, dopo unintroduzione storica generale, viene esaminata laristocrazia locale, suddivisa in base ai vari gradi gerarchici della scala sociale, testimoniati dalle varie funzioni, a partire dalle magistrature municipali a quelle extra-municipali, allacquisizione del rango equestre, allaccesso al Senato e agli incarichi imperiali. Un esame particolare è stato riservato al sevirato Augustale, così ben rappresentato a Brescia e tradizionale indicatore di mobilità sociale, nonché ai numerosi soldati, testimonianza del consistente apporto umano bresciano allesercito romano in tutte le sue componenti. Si è cercato di riportare alla luce quel ceto medio, tradizionalmente libertino, ma a Brescia con una grossa componente ingenua, dedito alle più disparate attività economiche o comunque partecipe della vita della città anche al di fuori dei canali ufficiali della magistratura o dellAugustalità. Lanalisi per ceti e funzioni ha permesso di valutare le testimonianze dirette di mobilità sociale o di inferirle e di individuare alcune linee evolutive della società bresciana, caratterizzata da una complessiva stabilità nel tempo. Silvia Mollo (Milano, 1954), laureatasi in Lettere presso lUniversità degli Studi di Milano con una tesi in Storia romana, ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia antica presso lUniversità degli Studi di Pavia. Docente di Lettere nei Licei, collabora allattività di ricerca dellAteneo milanese, condotta insieme con le Università di Pisa e di Potenza. |
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