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Franco Perrelli Università
degli Studi di Torino William Bloch Collana:
«Studi e Ricerche» 14,5 x 21 cm pagg. 200
2001 ISBN 88-7916-154-7 |
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SOMMARIO: Parte I. William Bloch, il regista: 1. Alle radici della regia moderna: Una polemica professionale - Una città e un teatro - La svolta degli anni Cinquanta - «Monsieur le Chambellan» 2. Il regista intellettuale: Un borghese di razza - In viaggio con Andersen - Drammaturgo di didascalie - Le vittorie del regista 3. Maestro Ibsen: Un fenomeno teatrale senza pari - Istruttori-autori e autori-istruttori - «Vildanden», la farsa - Battaglie perse 4. Nel segno di Holberg: Il congedo e il ritorno - Holberg, licona - La rinascita di Holberg - Un utile fantasma 5. Il metodo Bloch: Il regista risponde - In prova con Bloch - Osservazioni sullarte dellattore - La coscienza teatrale Parte II. Una messinscena di Bloch: «Bygmester Solness»: 1. Dal copione allo spettacolo 2. Vecchi inquieti e giovani predatori 3. Immobili lenti dialoghi 4. La reinvenzione del finale 5. Un naturalismo «Biedermeier». Nel 1881, in una delle scene più illustri d Europa, il Teatro Reale danese, fu nominato «istruttore» William Bloch, non un «figlio darte», bensì un impiegato, esponente della buona borghesia di Copenaghen, che aveva alle spalle una modesta attività di drammaturgo. Il suo incarico non era né prestigioso né ben remunerato e il suo nome, del resto, non sarebbe mai apparso su un manifesto, ma presto, grazie alla personalità artistica e alla spiccata coscienza della «portata del compito» di Bloch, cominciarono a delinearsi, nel suo puntiglioso lavoro di palcoscenico, i moderni caratteri della regia creativa, sconvolgendo le tradizionali e consolidate gerarchie di attori e direttori, imponendo prima di Antoine e Stanislavskij «uno studio penetrante dei singoli ruoli» e «una minuziosa elaborazione di tutti i dettagli» della messinscena. Questo libro, su fonti originali e attraverso una ricerca darchivio, ripercorre la straordinaria e contrastata avventura teatrale di Bloch, fondatore con i suoi memorabili allestimenti di Ibsen e di Holberg di una originale e organica impostazione della regia naturalistica, che si proponeva di distillare finemente dalle atmosfere sceniche «la musica della vita». Il saggio coglie in parallelo anche loccasione per tracciare la genesi storica della regia teatrale che, al di là della sua maturazione nella seconda metà dellOttocento, presenta un antico e complesso retroterra di teorie e di esperienze. |