Paradigmi Glottologici
Documenti di Storia del Pensiero Linguistico

A cura di Paola Benincà Università degli Studi di Padova
e Giuseppe Longobardi Università degli Studi di Venezia

Collana: «Esedra. Collana di Letture» 5 – 14,5 x 21 cm – pagg. 472 – 1993 – € 37,00
ISBN 88-7916-026-5


SOMMARIO: Introduzione di P. Benincà e G. Longobardi - Nota bibliografica – Parte I. La regolarità del mutamento fonologico: G.I. Ascoli, Trascrizioni e additamenti elementari - G. Flechia, Postille etimologiche - H. Osthoff e K. Brugmann, Prefazione a «Morphologische Untersuchungen ...» - J. Psichari, Alcune osservazioni sulla fonetica dei dialetti e sulla loro influenza sulle lingue comuni - A. Meillet, Su due questioni di principio – Parte II. L’individuazione delle unità nell’analisi sincronica: L. Bloomfield, Morfologia - E. Sapir, La realtà psicologica dei fonemi - R. Jakobson, Osservazioni sulla classificazione fonologica delle consonanti - M. Halle, La strategia della fonemica – Parte III. Teoria ed empiria nella ricerca degli universali - 1. La grammatica come rappresentazione: N. Chomsky, Recensione a «Fundamentals of Language» di R. Jakobson & M. Halle - N. Chomsky, Una recensione a «Verbal Behavior» di B.F. Skinner - N. Chomsky e M. Halle, Introduzione a «The Sound Pattern of English» - N. Chomsky, Sul movimento di "wh-" - 2. Le generalizzazioni della tipologia: J.H. Greenberg, Alcuni universali della grammatica con particolare riferimento all’ordine degli elementi significativi - F. Antinucci, Tipologia e universali: alcuni chiarimenti epistemologici - J.H. Greenberg, Due modi di studiare gli universali linguistici.

Questa raccolta di saggi intende documentare quella linea di ricerca linguistica che, più o meno esplicitamente, ha affrontato le lingue naturali dal punto di vista "cognitivo", ha studiato l’interazione degli elementi grammaticali separandoli dagli aspetti sociali del linguaggio, ha descritto il loro mutare nel tempo astraendo dalla storia in quanto complesso degli eventi. Il mutamento fonologico regolare, l’individuazione delle unità del linguaggio, la grammatica come rappresentazione determinata da strutture cognitive innate, la costanza tipologica e la solidarietà tra i fenomeni delle lingue del mondo costituiscono i punti sui quali poggia questa ricostruzione ideale di storia del pensiero linguistico.

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