| Giuliano Cenati
|

| SOMMARIO: Introduzione. Il grottesco oltranzista del Misantropo Napolitano: Lappello al lettore ipotetico - Racconti, novelle, romanzi - Vicissitudini imbrianologiche I. I racconti e lindividualità borghese nel Regno dItalia: Le ironie di narratori indiscreti - Lottica antipatetica - La struttura ghiribizzosa del racconto - Lincubo borghese delladulterio - Le minacce della femminilità emancipata - La dimestichezza della dimensione urbana - Coppie e triangolazioni extraconiugali - Lespressività temperata II. Le novelle e lesemplarità dellutopia reazionaria: Lesibizione istrionica dellio narrante - La prevaricazione sul lettore - Tra fiaba e novella: lopzione dei generi inattuali - Dalloralità triviale alla scrittura culta - Libridazione delle forme di racconto - Episodicità e biografismo - Il linguaggio mescidato - Lesemplarità negativa dei personaggi - Le incrinature della militanza reazionaria III. I romanzi e lamplificazione umoristica del racconto: La dismisura di un appendicismo antiromanzesco - Lenciclopedia parodica dei generi: Bildungsroman amoroso, romanzo di costume, storico, criminale - Linvadenza delle controfigure autoriali - Intrecci derranza e digressione - La farcitura del discorso romanzesco - I volti di Medusa - Dialettica dellantiromanzo Nota bibliografica. Tra i testi narrativi dellOttocento italiano, quelli di Vittorio Imbriani dimostrano una tenuta e una godibilità che pochi altri possono vantare. Anzi proprio a distanza di oltre un secolo rivelano motivi di divertimento e audacia che mal si confacevano allepoca timorata in cui vennero composti. Della stagione postrisorgimentale, essi manifestano con sferzante intensità i fermenti di disagio. Lartificio, la gratuità, lincoerenza di colui che da sé si definisce «Misantropo Napolitano» e «Italianissimo», trovano fondamento nel malessere di una nazione faticosamente avviata alla modernità urbano-industriale. Attraverso lesame del contesto storico-culturale, delle strutture narrative e stilistiche congegnate da Imbriani, si potrà verificare come laspetto letterario e laspetto etico-politico della sua opera siano funzionalmente congiunti, e misurare la portata sociale del suo orizzonte di comunicazione estetico. Sul fronte linguistico-narrativo come su quello politico, Imbriani patisce lurgenza di «tornare a bomba», volgersi al punto di partenza e rilanciare il gioco: recuperare il filo di un discorso che nei suoi testi appare sempre sul punto di sfilacciarsi in forza di unimmaginazione ghiribizzosa, innestare forme letterarie arcaiche e desuete negli istituti della modernità narrativa, restaurare una monarchia autoritaria capace di mettere ordine laddove egli non riscontra nientaltro che un guazzabuglio parlamentare e democratico. |
I
Manuali | Metodo
| Materiali
| Studi
e ricerche | Esedra
- Collana di letture | Strumenti
| Strumenti
e metodi per le scienze sociali | Colloquium
| Le
Antologie | Lingue
di oggi | Lingue
e contesti | Traduzione
- Testi e strumenti | BFLR
- Biblioteca di filologia e linguistica romanze | Biblioteca
classica | Biblioteca
insubrica | Biblioteca
di Problemata | Quaderni
di storia del pensiero sociologico | Scienze
sociali | Il
Filarete - Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità
degli Studi di Milano
| |
Diritto
Filosofia
- Scienze del linguaggio e della comunicazione
| Psicologia
- Scienze della formazione | Scienze
dellantichità Scienze
e tecnologie dell'informazioneScienze
matematiche e statistiche - Metodologia della ricerca sociale
|