| Stefano Ghidinelli
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All'indomani dell'unificazione, la vicenda poetica di Vittorio Betteloni (1840-1910) rappresentò un caso paradossalmente esemplare delle dinamiche di modernizzazione che investirono il sistema letterario italiano. Fautore di un deciso superamento dei moduli espressivi del tardo romanticismo pratiano-aleardiano, e tuttavia estraneo allo sperimentalismo della pur vivace avanguardia scapigliata, il giovane Betteloni individua il presupposto ineludibile per un reale rinnovamento della poesia italiana nel dialogo con un nuovo pubblico di lettori: alla media e piccola borghesia urbana è elettivamente rivolto il suo libro d'esordio, In primavera (1869). Lo spazio inedito accordato ai procedimenti dell'ironia, la stratificazione a più livelli della voce, la sistematica diffrazione del punto di vista rappresentativo corrodono dall'interno la rigida struttura del monologismo lirico tradizionale, e, intrecciandosi alle innovative scelte metriche e linguistiche, mirano a raggiungere una sintesi contrappuntistica tra i ritmi della 'prosa' e della 'poesia', del canto spiegato e della discorsività narrativa. Il clamoroso insuccesso del libro, piuttosto che sancirne i limiti sul piano estetico, rivelò la carica anacronistica del progetto. Sullo scorcio del secolo, l'immagine di 'poesia moderna' dei nuovi lettori borghesi si sarebbe plasmata su ben altri modelli: primo fra tutti, il fascino incantatorio del verbo lirico dannunziano. Eppure, proprio nel suo esito fallimentare, l'ambiziosa proposta betteloniana conserva ancor oggi una prorompente carica suggestiva, imponendosi all'attenzione come uno dei prodotti più originali, e singolarmente rappresentativi, della poesia italiana del secondo Ottocento. SOMMARIO: 1. Per una storia del ‘caso’ Betteloni – 2. Poesia per un pubblico borghese: modernità e anacronismo del progetto betteloniano 1. Un progetto romanzesco unitario? – 2. Una cornice generica ambigua: patto lirico e patto narrativo 1. La voce e il punto di vista: strutture dell’ironia – 1.1. Fra testo e paratesto: l’io poetico della Conclusione a In primavera – 1.2. Diffrazione dell’io poetante e stratificazione della voce – 1.3. Il conflitto dei punti di vista: strutture dell’ironia – 2. Forme e modi dell’ironia betteloniana – 2.1. Canzoniere dei vent’anni: la parodia dell’‘amor romantico’ – 2.2. Per una crestaia: il conflitto tra norma amorosa e norma sociale – 2.3. Per una signora: l’‘amor de lonh’ e l’esperienza dell’esclusione – 2.4. Piccolo mondo: l’apoteosi dell’etica borghese 1. Una ambigua formazione di compromesso – 1.1. Il livello fonomorfologico – 1.2. Il livello lessicale – 1.3. Il livello sintattico 1. Una metrica antiromantica e quasi romanzesca – 2. L’«amore dei contrasti»: forme di tensione fra melos e logos 1. Poesia della maturità o poesia della decadenza? – 2. Le forme dell’umorismo – 3. Per un verismo di registro serio –
4. Lirismo esistenziale e riflessivo – 5. Poesie d’occasione e altri materiali di risulta: un repertorio 1. Opere di Vittorio Betteloni – 2. Scritti su Vittorio Betteloni
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