Carlo Gozzi

Memorie Inutili
Edizione critica a cura di P. Bosisio
con la collaborazione di V. Garavaglia


Collana: «Il Filarete. Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano» 235
16 x 23,5 cm - 2 voll. - pagg. 946 - 2006 - ISBN 88-7916-305-1
89,00

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Le Memorie inutili di Carlo Gozzi nascono da un’iniziale volontà di attaccare la memoria di Pietro Antonio Gratarol, già Segretario del Senato veneto, denigrandolo e scagionando se stesso da ogni addebito relativo allo scandalo suscitato dalle vicende d’amore intercorse tra costui e Teodora Ricci, amante mai dichiarata del conte veneziano. Per quanto la vicenda Gratarol occupi una parte soverchiante dell’opera e l’intento autoapologetico indebolisca a tratti la spontaneità e la vivezza della narrazione, le Memorie inutili rappresentano un documento di straordinario interesse per la conoscenza dell’autore e della vicenda storica e culturale della Serenissima, nella fase del suo occaso. Rimasta priva di una fortuna editoriale adeguata, l’opera è nota al pubblico contemporaneo solo nelle edizioni Prezzolini e Bulferetti, filologicamente approssimative e ben lontane dalla volontà espressa dall’autore nella princeps veneziana del 1797. Alla lettera di tale stampa riconduce la presente edizione critica che, per la prima volta, offre inoltre in apparato la redazione anteriore dell’opera, testimoniata nell’unico autografo finora conosciuto, sottoponendo al lettore un testo diverso e indipendente da quello fin qui noto.

SOMMARIO: Introduzione. 1. Il ritrovamento del manoscritto – 2. Le Memorie inutili – 2.1. Gli antefatti – 2.2. Il lavoro di composizione dell’opera – 2.3. La revisione dell’autobiografia in vista della stampa – 3. Catalogazione delle varianti – 3.1. Interpolazioni – 3.2. Tagli – 4. Modificazioni strutturali e contenutistiche – 4.1. Varianti microtestuali – 4.2. Varianti macrotestuali – 4.3. Varianti di straordinaria entità – 5. Conclusioni provvisorie. Nota al testo. 1. Varianti di tipo grafico – 2. Varianti di tipo morfologico – 3. Varianti di tipo lessicale – 4. Varianti di tipo sintattico. Riferimenti bibliografici. Tavola delle annotazioni e abbreviazioni utilizzate nell’apparato. Carlo Gozzi, MEMORIE INUTILI. Edizione critica. Libertà Eguaglianza – Carlo Gozzi a’ suoi Concittadini fratelli MEMORIE INUTILI DELLA VITA DI CARLO GOZZI SCRITTE DA LUI MEDESIMO E PUBBLICATE PER UMILTÀ – PARTE PRIMA: A' suoi amati concittadini Carlo Gozzi - Proemio - I. Mia stirpe, e mia nascita - II. Mia educazione, vicende mie, e della famiglia sino a’ miei sedici anni - III. Circostanze d’allora della mia famiglia, e mia risoluzione d’allontanarmi da quella - IV. Mio imbarco in una galera, e mio arrivo a Zara - V. Mia infermità mortale superata, mie mortalità, mia amicizia, intrinseca unica consolidata nella Dalmazia - VI. Breve studio di fortificazione, e di militari esercizj. Mie riflessioni, che saranno giudicate follie - VII. Prova che la Poesia non è arte inutile come si crede comunemente - VIII. Ratifica d’un cenno dato nel Capitolo Secondo di queste memorie relativo ad un mio pericolo della vita - IX. Fatterelli, osservazioncelle, riflessetti, inette moralità, e ciarle che annojeranno - X. Sono arrolato nella milizia di Cavalleria - XI. Abilità comica, giuochi, imprudenze, pericoli, riflessioni sempre frivole - XII. Stratagemma militare - XIII. Amara correzione nata dal caso, da me data alla bella Tonina, e mia riconciliazione con quella giovane - XIV. Fine del mio triennio nella Dalmazia. Mia picciola economia sbilanciata, e giustificata; Calcoli. Ragionamenti. Riflessioni cattive, perchè non sono false. Mio arrivo in Venezia - XV. Prime scoperte sulla mia famiglia contrarie alle mie lusinghe - XVI. Seconde scoperte sulla mia famiglia, che atterrarono le mie speranze, e la buona volontà che aveva d’essere operoso. Mia determinazione d’abbandonarmi a’ miei studj primieri - XVII. Ritorno a Venezia colla famiglia dal Friuli. Seguo i miei metodi di vita, e scelgo qualche sollievo giovevole alle mie osservazioni sul genere umano, e sul mondo. Terze scoperte peggiori delle prime, e delle seconde. Principio delle mie avversità famigliari - XVIII. Divengo, con una perfetta ingiustizia, l’odio di tutti gl’individui della famiglia. Risolvo di ritornare in Dalmazia. Morte di mio Padre - XIX. Miei placidi tentativi inutili. Frivole mie considerazioni filosofiche morali. Apparato di ardentissime dissensioni famigliari - XX. Di male in male peggiore - XXI. Mia flemma smarrita. Vesuvj, insidie, e guerre tragicomiche famigliari - XXII. Assedj, e assalti forensi. Separazione indispensabile della famiglia - XXIII. Disseminazioni, Transazioni, Divisioni legali, e quiete cercata invano - XXIV. Buon volere tragiversato. Liti attive incominciate. Studio sul cetto forense - XXV. Contrattempo frutto del rancore misto col bisogno. Mi maritano senza Moglie - XXVI. Avvenimento serio - XXVII. È confermato ch’io fossi marito benchè non avessi Moglie. Alcuni aneddoti di carattere serio - XXVIII. Non crederei ciò che contiene il seguente Capitolo, se non l’avessi veduto - XXIX. Litigj utili che annojarono certamente più me nel farli, che non annojeranno il Lettore nel leggerli - XXX. Causa passiva fastidiosa - XXXI. Corso lungo, e guarigione d’una malattia. Dispareri de’ medici. Una mia Sorella vuol esser Monaca. Riflessi morali fuori di moda. Principio di scaramuccie letterarie. Altre minuccie - XXXII. Cagioni che resero vana la mia brama di riunire sotto un sol tetto di nuovo tutte le nostre famiglie - XXXIII. Necessaria informazione, e necessario preambolo sull’origine, e sul progresso delle scaramuccie letterarie. Accademia Granellesca - XXXIV. Seguito di letterarie giocose baruffe da me sostenute. Goldoni, e Chiari. Mia determinazione di spassare i miei Concittadini con delle sceniche bizzarre fantasie sul Teatro. MEMORIE INUTILI DELLA VITA DI CARLO GOZZI SCRITTE DA LUI MEDESIMO E PUBBLICATE PER UMILTÀ – PARTE SECONDA: Libertà Eguaglianza – Ragionamento del Cittadino Carlo Gozzi a’ Cittadini amici della memoria di Pietro Antonio Gratarol - I. Mire belliche poetiche sopra la comica milizia da me scelta all’assalto teatrale de’ due nominati Poeti Goldoni, e Chiari. Fiaba seconda di questo nome, intitolata: Il Corvo. Terza di questo nome intitolata: Il Re Cervo. Quarta di questo nome intitolata: La Turandotte. Quinta di questo nome intitolata: I Pitocchi fortunati - II. Comici, e Comiche dell’Italia in generale, riguardo alla professione e riguardo al carattere, ed al costume. Capitolo da filosofo osservatore - III. Pittura della Compagnia comica del Sacchi da me soccorsa. Seguo ad essere osservatore - IV. Fine dell’andazzo Goldoniano, e Chiarista. Non tralascio di spassare i miei Concittadini nel Teatro. Seguo a riflettere, forse prendendo de’ granchi - V. Ripiglio un litigio forense, e scrivo Favole Teatrali - VI. Principio di turbolenze nella Compagnia comica del Sacchi. Mia costanza, e miei eroismi ridicoli - VII. Novità dannose nella Compagnia del Sacchi. Miei passi, miei impegni, mie minaccie, miei pronostici, miei puntigli in favore di quella Compagnia, tutte cose sufficienti a far ridere ragionevolmente di me - VIII. Mio consiglio estorto dal Sacchi. Accettazione nella sua Compagnia della prima Attrice Teodora Ricci. Abozzo del suo ritratto. Gradini de’ primi miei impegni per quella Comica - IX. Comparsa della Attrice Teodora Ricci sul Teatro di Venezia con poca fortuna. Cagioni che m’impuntigliarono a sostenerla - X. Mio trionfo che non merita d’essere considerato - XI. Un cuor facile va sopravia alle riflessioni della prudenza. Seguo a dire di me, e della Comica Ricci - XII. Mia amicizia dichiarata per la Comica Ricci. Mie intraprese in di lei vantaggio. Mio comparatico. Mie lusinghe stolte. Mio primo ranno gettato - XIII. Nuovi tratti della mia sciocca amicizia perseverante per la Comica Ricci - XIV. Seguo ad essere amico della Ricci in un modo da far ridere una moltitudine alienissima da’ miei sistemi - XV. Facete nuove scoperte che avvalorano i miei giudizj, e mia più faceta perseveranza in amicizia - XVI. Riflessioni inutilmente fatte, e lusinghe svanite in cosa che non merita nè riflessione, nè lusinga - XVII. A che sia esposto l’uomo che prende impegno, e amicizia per una Compagnia di Comici, e Comiche per quanto benefico egli sia con quella - XVIII. Nuovi benefizj da me fatti a’ Comici da me protetti, e nuovi vantaggi fatti da me alla Ricci. Tutto nonnulla - XIX. Della Ricci ancora - XX. Notizie ingenue intorno al parto della mia Commedia romorosa intitolata: Le Droghe d’amore, e intorno alla Ricci - XXI. Alcuni aneddottuzzi nojosi ma necessari a sapersi, relativi alla Comica Ricci, al Signor Pietro Antonio Gratarol, ed a me - XXII. Visita avuta da me del Signor Gratarol. Miei dialoghi con quel Signore. Mormorazioni della Compagnia comica, e alcune mie dabbenaggini riguardanti la Ricci - XXIII. Frutto del mio passo falso - XXIV. Seccature insidiose da me sofferte nella Quaresima dalla parte della Ricci per l’abbandono da me fatto. Alcune coserelle relative alla Compagnia comica da me soccorsa - XXV. M’assoggetto a qualche medicatura sulla mia salute non ferma. Dò fine alle Droghe d’Amore. Mi diverto a modellare altre Commedie. Imbrogli cagionati alla Compagnia comica da me protetta, dalla Ricci. Altre coserelle attissime ad annojare - XXVI. Ritorno della Ricci a Venezia. Sua metamorfosi. Mie osservazioni, e miei riflessi morali - XXVII. Assedio del Sacchi al mio Dramma dimenticato: Le Droghe d’Amore. Dono il Dramma per liberarmi dalle insistenti circuizioni seccagginose - XXVIII. Nuova lettura da me fatta del mio Dramma Le Droghe d’Amore a tutta la Compagnia Comica. Gesti, e parole mutilate della Ricci che mi fanno. indovinare il di lei mal talento disposto a degl’infantati pessimi uffizj. Mia cautela a tale inaspettata scoperta. Mi dispongo a impedire la Rappresentazione del Dramma con tutto il mio ingegno - XXIX. Mi riesce d’impedire l’esposizione nel Teatro del mio Dramma: Le Droghe d’Amore - XXX. Il Gratarol con le sue mosse imprudenti risveglia e stabilisce un’illusione universale a suo discapito. Spinge il Dramma in iscena ch’io aveva fermato. Si rendono inutili tutti i miei sforzi in di lui favore - XXXI. Di male in peggio. Miei riflessi appoggiati alla verità - XXXII. Prove, esposizione al pubblico del Dramma Le Droghe d’Amore. Scoperta da me fatta con sorpresa, e dolore in una parte cambiata con malizia contro la mia prima disposizione. Effetto del Dramma. Mia predizione avverata. Susurri spiacevoli - XXXIII. Stratagemma violento del Gratarol per fermare il corso delle recite del non più mio Dramma. Susurri, e puntigli maggiori - XXXIV. Richiesta fattami dall’onorato mio Amico Signor Carlo Maffei per parte del Gratarol. Mio ragionamento col Maffei. È fissato un colloquio in terzo - XXXV. Considerazioni riflessive fatte da me, e con me medesimo, sopra il colloquio bramato dal Gratarol. Mia determinazione in di lui favore d’un progetto ch’io credei l’unico, e il possibile - XXXVI. Visita, e colloquio, i peggiori ch’io avessi alla vita mia - XXXVIII <RECTIUS XXXVII>. Primi passi da me tentati per aderire alla premura del sconoscente, e falso ragionatore - XXXIX <RECTIUS XXXVIII>. Secondo mio tentativo in favore del mio cordiale odiatore Gratarol - XL <RECTIUS XXXIX>. Terzo uffizio da me fatto verso il flessibile, e gentile mio ragionatore con quel frutto che si vedrà - XLI <RECTIUS XL>. Ragione del Gratarol verso di me, senza alcun mio torto verso di lui; paradosso che contiene una verità inegabile - XLII <RECTIUS XLI>. Cavalleresca, ponderata, urbana azione dell’eroico animo del Gratarol, e coserelle relative alla di lui gentilezza - XLIII <RECTIUS XLII>. Ciò che avvenne intorno al viglietto cattolico - XLIV <RECTIUS XLIII>. Caso tragico di lieto fine - XLV <RECTIUS XLIV>. Ancora delle Droghe d’Amore contro la mia aspettazione. Verità sulle quali il giudizio de’ Lettori è da me lasciato libero - Avviso di Carlo Gozzi a’ benevoli, ed a’ malevoli Lettori delle Memorie della di lui vita MEMORIE INUTILI DELLA VITA DI CARLO GOZZI SCRITTE DA LUI MEDESIMO E PUBBLICATE PER UMILTÀ – PARTE TERZA ED ULTIMA: Carlo Gozzi alle sue memorie – Lettera confutatoria da me scritta l’anno 1780, e indirizzata a Pietro Antonio Gratarol a Stockholm - DELLA PARTE SECONDA: XLVI <RECTIUS XLV>. Mio esterno - XLVII <RECTIUS XLVI>. Mio interno - XLVIII <RECTIUS XLVII>. Storia del mio primo amore d’un fine inaspettato - XLIX <RECTIUS XLVIII>. Storia del mio secondo amore con meno platonismi, e d’un fine più comico del primo - L <RECTIUS XLIX>. Storia del mio terzo amore, che quantunque sia storia, dò licenza alle femmine di considerarla favola - PARTE TERZA: I. Stravaganze e contrattempi a’ quali la mia stella mi volle soggetto - II. Scioglimento della Compagnia del Sacchi, e fine del mio corso poetico Comico - III. Ciò che avvenne delle mie due composizioni teatrali: Cimene Pardo, e Figlia dell’Aria - IV. Non si può sempre ridere. Moralità - V. Fortune de’ non ricchi possidenti di beni - VI. Piato fastidioso che ha interrotto per qualche momento il mio costume di ridere sulle umane vicende - VII. Fardelletto di avvenimenti. Do fine alle mie inutili memorie pubblicate per umiltà. Indice dei nomi.

Paolo Bosisio insegna Storia del teatro e dello spettacolo nellaFacoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato libri e saggi relativi all’opera edita e inedita di Carlo Gozzi e del suo principale avversario Carlo Goldoni.

Valentina Garavaglia (Milano, 1974) ha concluso il dottorato di ricerca in Teoria e storia della rappresentazione drammatica.


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