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Stefania Sini Figure
Vichiane 16 x 23, 5 cm – pagg. 378 – ill. – 2005 – € 39, 50 ISBN 88-7916-285-3 |

| SOMMARIO: Avvertenze - Premessa. Topografie della Scienza nuova - PARTE PRIMA. Lo stile della simultaneità - I. Introduzione alla Parte prima - II. Luoghi, chiaroscuri e geometrie - III. Dall'assioma all'entimema: le massime narranti delle degnità - IV. Il mosaico dei luoghi d'oro - V. I superstiti rottami - VI. Voci e storie di cose: le etimologie - VII. La compresenza dei tempi - VIII. Temporalità, prospettive, spazi - IX. Lo spazio della storia - X. Lo spazio della lingua - PARTE SECONDA. Lo spazio del libro - XI. Introduzione alla Parte seconda - XII. Edizioni - XIII. L'enunciazione tipografica: le visibili voci - XIV. Caratteri - Riferimenti bibliografici - Figure Il
lettore della Scienza nuova ha di fronte un vasto universo narrativo sorretto
e motivato da un rigoroso impianto speculativo e percorso da una tenace volontà
documentaria. Attraverso il suo peculiare stile della simultaneità, Vico
non giustappone come blocchi separati teoresi, erudizione e racconto, ma li presenta
in costante osmosi, a livello sia microtestuale che macrotestuale. La scrittura
vichiana tende a trasformare la diacronia diegetica in sincronia iconica, la consequenzialità
argomentativa in circolarità figurale, senza peraltro che alcuna di queste
componenti smarrisca la propria funzionalità all'interno dell'opera. Ne
risulta la costruzione di una pluralità ordinatamente intricata di luoghi.
L'analisi delle strategie espressive in atto nell'opera evidenzia già a
partire da queste il forte ruolo teorico rivestito dalle immagini nel pensiero
vichiano. Il professore di eloquenza che conferisce alla topica la "degnità"
di originaria sapienza, e alla figura il valore di forma conoscitiva, costruisce
un testo in cui i luoghi dell'inventio, la dispositio costruita
su fili analogici, la ricca elocutio rinviano isomorficamente alla memoria
dell'"universale fantastico". Anche la compagine paratestuale della
Scienza nuova mostra un fitto tessuto di valori spaziali e iconici: i caratteri
tipografici variamente differenziati, la strutturazione dei titoli, la stessa
Dipintura in apertura di libro sono scelte retoriche consapevoli, anch'esse funzionali
alle riflessioni vichiane sul rapporto tra immagine e parola, oltre che "enunciazioni
tipografiche" radicate nella prassi editoriale del tempo. Stefania Sini (Milano, 1967) ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia della Lin-gua e Letteratura italiana ed è attualmente assegnista di ricerca presso il dipartimento di Filologia moderna dell'Università degli Studi di Milano. Ha svolto ricerche di teoria della letteratura, retorica e letterature comparate scrivendo su Giambattista Vico, Michail Bachtin e Gustav Spet. Traduce dal russo e dal francese. I suoi saggi sono apparsi su "Acme", "Kamen'", "Metafiziceskie issledovanija", "Recherches sémioti-ques/Semiotic Inquiry".
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