Nicola Stanchi
La presenza assente
L'attesa del personaggio fuori scena nella tragedia greca
Collana:
«Il Filarete. Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia
dellUniversità degli Studi di Milano» 247
16
x 23,5 cm
pagg. 342 – 2007 – ISBN 978-88-7916-352-1
€
31,00
Fino a che punto una pièce teatrale possa fondarsi sull’attesa di un assente è attestato da un capolavoro contemporaneo come Aspettando Godot di Samuel Beckett. Ma già molti secoli fa i tragediografi ateniesi sapevano far lievitare la tensione drammatica ritardando ad arte il momento della comparsa in scena di un eroe: essi creavano una situazione di sospensione e pericolo, che solo con il suo arrivo poteva trovare uno scioglimento, e moltiplicavano nelle battute degli altri personaggi i riferimenti a lui, con l’effetto di rendere quasi tangibile la sua mancanza. Così accade in opere quali Persiani, Supplici e Agamennone di Eschilo, Trachinie ed Elettra di Sofocle, Eraclidi, Andromaca ed Eracle di Euripide, dove l’attesa del personaggio lontano innerva e sorregge l’intera trama, ed egli risulta ‘presente’ nel testo proprio in virtù della sua assenza dallo spazio scenico – come suggerisce il titolo ossimorico del saggio, che indaga tre diversi sviluppi del motivo in relazione al ruolo svolto dall’eroe nei riguardi di chi lo aspetta: attesa del reduce, del persecutore, del salvatore. I drammi assimilabili ad ogni tipologia sono legati da un gioco di analogie e variazioni, in cui si esplica la creatività degli autori, capaci di ricavare da uno stesso schema soluzioni sempre nuove e originali in rapporto alla propria personale elaborazione del mito. Lo studio del motivo della ‘presenza assente’ – tramite un approccio che coniuga l’analisi testuale alla disamina degli aspetti scenici, nel quadro di un’interpretazione complessiva delle tragedie – diventa così una via d’accesso privilegiata al ‘laboratorio’ di Eschilo, Sofocle ed Euripide, che consente di far luce non solo sui testi presi in esame, ma anche sulla tecnica drammaturgica degli autori e sulla loro concezione del tragico. SOMMARIO: Introduzione – Parte prima: l’attesa del reduce – I. Persiani – 1. Spazio scenico e spazio extrascenico – 2. La localizzazione di Serse nello spazio extrascenico – 3. Il re e il suo popolo: un sodalizio spezzato – 4. Un processo in contumacia – 5. Il trionfo della morte – II. Agamennone – 1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 2. L’attesa sgomenta di un ritorno trionfale – 2.1. Dai «Persiani» all’«Agamennone»: rovesciamenti e riprese – 2.2. La progressione delle notizie su Agamennone e l’emergere delle tensioni fra i personaggi in scena – 2.3. La situazione ad Argo nel tempo dell’assenza di Agamennone – 2.4. La scomparsa di Menelao – 2.5. La valutazione dell’operato di Agamennone – III. Trachinie – 1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 2. La localizzazione di Eracle nello spazio extrascenico – 3. Gli oracoli sul ritorno di Eracle – 3.1. Le oscillazioni nella formulazione della profezia – 3.2. La funzione drammaturgica dell’oracolo – 3.3. L’oracolo frainteso e il problema gnoseologico – 4. Il motivo della paura e del desiderio frustrato – Parte seconda: l’attesa del persecutore – IV. Supplici – 1. Spazio scenico e spazio extrascenico – 2. L’attesa del persecutore come situazione tragica – 3. Bestie feroci e prede impaurite – V. Eraclidi – 1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 2. La preparazione dell’ingresso di Euristeo – 2.1. La ‘longa manus’ del re di Argo– 2.2. L’avvicinamento di Euristeo a Maratona – 2.3. La sconfitta e la rotta di Euristeo – 3. La ‘metamorfosi’ di Euristeo – 4. Il ribaltamento di una ‘suppliant tragedy’ – Parte terza: l’attesa del salvatore - VI. Andromaca – 1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 2. Il ‘Leitmotiv’ dell’assenza di Neottolemo – 3. La struttura della tragedia e il ruolo della ‘presenza assente’ – 3.1. La critica e la questione dell’unità: Neottolemo come garante della coesione interna del dramma? – 3.2 Tre tragedie in una: l’«Andromaca» come ‘summa’ delle forme dell’attesa tragica – 4. L’«Andromaca» e le tragedie dell’‘attesa del salvatore’: trasformazione e superamento di un modulo consolidato – 4.1. Lo sdoppiamento dei ruoli – 4.2. Neottolemo e Peleo – 5. La caratterizzazione del personaggio di Neottolemo – 5.1. Andromaca, Neottolemo e la memoria di Ettore – 5.2. Molto rumore per nulla: la vanificazione dell’oggetto del contendere – 5.3. Verso la ‘dissoluzione’ del personaggio – VII. Eracle – 1. La rappresentazione dello spazio – 1.1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 1.2. Spazio reale e spazio immaginario – 2. Il salvatore in pericolo: all’intersezione fra due tipi di ‘presenza assente’ – 3. La preparazione di un ritorno inatteso: la presunta morte di Eracle – 4. Areté e philía: le due anime dell’Eracle euripideo – 5. Lico, l’anti-Eracle – 5.1. Il bandito e il campione: due personaggi complementari – 5.2. La rilettura critica del mito di Eracle e la funzione delle calunnie di Lico – VIII. Elettra – 1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico – 2. L’inserimento dell’«Elettra» fra le tragedie del salvatore – 2.1. Mito di Oreste e ‘presenza assente’: la specificità della versione sofoclea – 2.2. Dal ‘dramma del ritorno e della vendetta’ all’‘attesa del salvatore’ – 3. Elettra in assenza di Oreste: le tappe di una passione – 3.1. Il transito di Oreste sulla scena – 3.2. L’attesa del ritorno di Oreste – 3.3. Il dolore per la morte di Oreste – 3.4. Elettra e l’urna di Oreste – 4. Contaminazioni e anomalie nella costruzione dell’‘attesa del salvatore’ – 5. La caratterizzazione del personaggio di Oreste – 5.1. L’opinione di Elettra su Oreste: oscillazioni emotive e adeguamento all’interlocutore – 5.2. La vera natura di Oreste e l’assenza di sintonia con Elettra – Considerazioni conclusive – Riferimenti bibliografici Nicola Stanchi (Milano 1973) si è laureato in Letteratura greca all'Università degli Studi di Milano con una tesi sulle Argonautiche di Apollonio Rodio e nello stesso ateneo ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia e letteratura del mondo classico. Nell'ambito dei suoi studi sul teatro antico si è occupato anche di ricezione omerica in Eschilo |